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La seconda guerra mondiale: una Babele di lingue a cura di Andrea Giannasi
Enrico Tellini: l'eccidio di Gianina (1923)
post pubblicato in diario, il 17 marzo 2010


Da Gianina all'occupazione di Corfù (agosto - settembre 1923)
di Edoardo Cicchinelli
 
Un evento drammatico e inaspettato diede il via, nel 1923, al primo atto di guerra del regime fascista. La commissione tecnica presieduta dal generale italiano Enrico Tellini, incaricata dal Consiglio degli Ambasciatori di tracciare i confini tra Grecia, Albania e Yugoslavia, venne trucidata in territorio greco da ignoti. Per tutta risposta, Mussolini diede ordine alla Regia Marina di cannoneggiare Corfù ed occuparla. Lo storico Andrea Giannasi esamina l’eccidio di Gianina e "l’incidente di Corfù".

 
La fine della Prima Guerra Mondiale aveva lasciato aperte molte questioni irrisolte, generate dal collasso di tre potenze che avevano avuto fino a quel momento un ruolo di rilevanza nel continente e in tutto il bacino del Mediterraneo: l’impero Austroungarico, la Germania e l’impero Ottomano. D’altra parte invece le potenze vincitrici Francia, Gran Bretagna e in misura minore l’Italia avevano aumentato le loro zone d’influenza. I confini dei paesi dell’area balcanica furono uno scenario in cui le diplomazie preminenti tentavano di far valere il loro peso politico, appoggiando ogniuno il proprio più diretto alleato: l’Italia aveva i proprio interessi in Albania, mentre Francia e Gran Bretagna erano tradizionalmente vicine, rispettivamente, a Serbia e Grecia.
 
Nell’ottica di sistemare i confini balcanici fra i tre stati citati la Conferenza degli Ambasciatori (espressione della Società delle Nazioni) incaricò il generale Tellini di tracciare confini chiari e rispettosi delle identità locali. Durante uno dei numerosi sopralluoghi fra Grecia e Albania, cui partecipavano anche rappresentanti dei due paesi, in una zona di brigantaggio atavico, si consumò l’efferato crimine. Tutta la squadra italiana, quattro membri e l’interprete, venne bloccata e uccisa a colpi d’arma da fuoco.
Quanto seguì fu un precipitato di illazioni: i greci accusavano gli albanesi della responsabilità del delitto e viceversa, altri ritennero l’eccidio un incidente di brigantaggio e non una esecuzione di stampo politico, oppure il tentativo dei briganti di far permanere l’area in uno stato di anarchia. L’Italia, dopo il rifiuto della Grecia a considerarsi “responsabile oggettivo” almeno per una culpa in vigilando, ed a pagare un forte indennizzo in denaro, occupò Corfù per circa un mese, fino a che la Grecia non accettò le rivendicazioni italiane.
 
Il libro di Giannasi, dopo uno sguardo a volo d’uccello sul panorama politico ed un ritratto di Tellini, si concentra su due interessanti capitoli: le indagini e le speculazioni politiche. Purtroppo, nonostante l’ampio ventaglio delle possibilità segnalate, si resta nel campo delle ipotesi, ed una piena verità non si avrà mai. Debole la teoria del complotto italiano: Mussolini, che pure bramava di dimostrare vigore e carisma, nel 1923 era agli inizi e l’eventuale scoperta di un atto così spregiudicato poteva risultare esiziale. Suggestiva la teoria secondo cui l’assassinio fu pensato e voluto dall’alleato albanese: del trio delle potenze europee che si stavano occupando dei confini, l’Italia era il membro più debole e quindi difficilmente l’Albania avrebbe potuto strappare una posizione di vantaggio. Non peregrine anche le letture secondo cui l’eccidio non fosse di matrice politica: la zona era effettivamente terra di brigantaggio, e Tellini, che già aveva servito in Albania, poteva essere stato oggetto di qualche tipo di vendetta dei clan locali o un agguato “sbagliato”. Ed infine la strada greca, maturata o in sede locale (il timore di alcuni villaggi greci di essere assegnati all’Albania), o politica per incolpare gli odiati albanesi.
 
Mussolini seppe sfruttare l’occasione: il cannoneggiamento di Corfù (reazione assolutamente spropositata e folle) del 1923 fece il paio con la definitiva annessione di Fiume del 1924, e diede modo al regime di mostrare i muscoli e dare l’impressione di aver aperto un nuovo corso nella politica estera italiana. Probabilmente, aggiungiamo noi, l’effimero incidente di Corfù fu tollerato dalla marina britannica, alleata dei greci e nettamente superiore alle forze italiane, proprio per “narcotizzare” i continui mugugni italiani per la cosiddetta “vittoria mutilata” e la non concessione della Dalmazia dopo la Prima Guerra Mondiale.
 
Andrea Giannasi, giornalista e storico lucchese, ha scritto diversi saggi su contingenti militari dimenticati della Seconda Guerra Mondiale (Brazilian Expeditionary Force, i nippo-americani del Nisei); dirige la rivista letteraria Prospektiva.
 
Andrea Giannasi
L'eccidio Tellini
da Gianina all'occupazione di Corfù (agosto - settembre 1923)
p. 180, €12,00
Collana CostellazioneOrione
Prospettiva Editrice 
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